26 February, 2011

Jessica Dang: Il Minimalismo è la Chiave per la Felicità

" Mi chiamo Jessica e sono una Minimalista. Al termine dei miei studi ho cercato un lavoro e con lo stipendio ho iniziato come tutti a comprare quelle cose che per i media o per le persone intorno a te dovrebbero renderti felice. Ma non ero felice, non lo ero affatto. Così un giorno mi sono svegliata. Mi sono guardata intorno e mi sono resa conto  che tutta quella gente che continua ad accumulare "roba": Case, automobili, televisori ... non era per nulla felice. Dunque non era quella la strada per la felicità. Al contrario, viaggiando, ho incontrato gente senza nulla che era profondamente felice. Alla fine, grazie anche al buddismo,  ho capito che la chiave di tutto è il minimalismo e ho preso una decisione drastica: Tutta la mia vita, tutto quello che volevo possedere, doveva essere tanto poco da poter entrare interamente nel baule di un auto. Ho trovato estremamente difficile lasciare andare alcune delle cose che possedevo. Sapevo che non avrei potuto prendere tutto con me, ma continuavo a chiedermi - Come potrei buttare via questo o quello ? E se ne avessi bisogno un giorno ? E i miei ricordi ? Che ne sarà dei miei ricordi ? - Ora che ho lasciato dietro di me tutta quella roba, posso dire che non mi manca nulla. Ho imparato che nel corso del tempo la gente dimentica, e il bisogno di un particolare oggetto diminuisce sempre di più. Si potrebbe pensare con nostalgia ai giocattoli e ai ricordi di quando eri bambino, ma in realtà quello che ti fa sorridere adesso non è la cosa in sé, ma la memoria di esso. Non abbiamo bisogno di cose per essere felici, è sufficiente un piccolo cambiamento di vita, è sufficiente muoversi per il mondo per capire quanto sia vero. Il minimalismo ti rende in grado di muoverti, di andare ovunque in qualsiasi momento perché non hai nulla da trasportare. Gli oggetti che possiedi diventano un peso, diventano catene che ti legano ad un luogo dove resti prigionieroNaturalmente, ci sono delle eccezioni. Ci sono alcune cose che sono insostituibili e necessarie o che amiamo per una particolare ragione, ma sono molto poche, tutto il resto è inutile. Dunque, minimalismo. Ma perché il minimalismo porta alla felicità? Perché quello che davvero ci rende felici è la libertà . E la chiave per la libertà è il minimalismo perché riduce il nostro attaccamento alle cose. Gli oggetti di cui ci circondiamo ostacolano la nostra libertà. Il minimalismo ci permette di fare progetti, di muoverci, di viaggiare, di imparare, di meditare, di vivere liberi dai crediti, di espanderci, di godere di una salute migliore. In sostanza di vivere una vita al massimo del suo potenziale. Ho lasciato il mio nido per volare in alto. Non avrei potuto farlo con il peso delle cose addosso. Per questo ho scelto il minimalismo e lo vivo ogni giorno con grande soddisfazione. "

Jessica Dang si definisce una "Vagabonda Digitale". Il suo blog che affronta le tematiche del Minimalismo è stato citato da The Times, The Herald e in Italia da Repubblica. Qui potete seguirlo (in lingua inglese): http://minimalstudent.com/

Liberarsi dai Beni Materiali

Liberarsi dalla schiavitù dei beni materiali è uno step essenziale per chiunque decida di cambiare vita e diventare Fulltimer. In fondo tutti lo sappiamo anche se facciamo fatica ad ammetterlo: I beni materiali non ci rendono più felici. Pensate all'ultimo vestito che avete acquistato, all'automobile, al telefonino, all'orologio e cercate di ricordare quanto tempo è durata la felicità che avete provato. Una settimana ? Un mese ? Forse due mesi al massimo. Poi tutto è tornato come prima. Se anche vi compraste una Ferrari o l'anello  più costoso nella gioielleria sotto casa, l'eccitazione passerebbe dopo qualche settimana. E' così, e in fondo tutti lo sanno. Quante persone hanno la casa al mare e non ci vanno più perché si sono stufati ... Quanti si sono fatti la villa con piscina, e poi i figli preferiscono andare nella piscina comunale dove incontrano più amici ... E' così. Tutti lo sanno. Ma perché allora è difficile uscire dal materialismo ? La risposta è abbastanza semplice. Il materialismo è una vera dipendenza psicologica, molto simile a quella che si prova con una droga. Le persone acquistano gli oggetti "per sentirsi meglio" allo stesso modo in cui un tossicodipendente si inietta la sua dose di stupefacente, credendo di essere in questo modo più felice. Questa dipendenza viene creata fin dalla nostra infanzia, quando in assoluta buona fede, i nostri genitori in occasione del nostro compleanno o del Natale, ci "regalano qualcosa". Il bambino riceve l'oggetto in dono ed è euforico, esattamente come la persona che per la prima volta assume una droga. Non c'è ancora dipendenza e quindi l'eccitazione è al massimo. Nel cervello però cominciano a crearsi delle associazioni, ovvero: Amore dei Genitori = Regalo = Gioia. Il bambino quindi associa la felicità e l'espressione dell'amore dei genitori con il possesso di un bene materiale. Ma la dipendenza si crea quasi immediatamente e già dopo pochi regali, magari il Natale successivo, se il bambino non riceve ancora un regalo, si sentirà triste, frustrato. Esattamente come il tossicodipendente che dopo un certo periodo dovrà assumere lo stupefacente, non più per sentirsi euforico ma per "non essere triste". E' quella che viene definita "crisi di astinenza". Vi sarete accorti che in momenti in cui vi sentite particolarmente tristi o depressi, tenderete a fare più acquisti. Cercate cioè quella gratificazione che altro non è se non il soddisfacimento della dipendenza psicologica in cui siete intrappolati. L'ideale sarebbe che i genitori invece di regalare ai figli beni materiali, regalassero "esperienze". E questo vale anche tra adulti. Anzi, questo è proprio il primo passo per liberarsi dal materialismo. Iniziamo a regalare a noi stessi e agli altri "esperienze" e non beni da possedere. Ci si può liberare dal materialismo ? Sì, si può. Proprio recentemente si è scoperto che le sinapsi cerebrali che creano le dipendenze, si modificano in continuazione fino alla nostra morte. Nel momento in cui cessiamo di alimentare la nostra dipendenza, quello specifico circuito sinaptico del nostro cervello che si è creato nella nostra infanzia, rallenta la sua attività fino a scomparire del tutto, cessando di darci quel particolare desiderio che necessità in continuazione di essere soddisfatto. Si esce dal materialismo esattamente come si esce da una tossicodipendenza ovvero diminuendo progressivamente le "dosi" di appagamento. Nel caso del materialismo, occorre ridurre progressivamente gli acquisti di cose inutili che ingannando noi stessi a causa della dipendenza, riteniamo invece assolutamente necessarie. Ricordiamo sempre che noi e i nostri figli abbiamo bisogno di "esperienze" non di oggetti. Gli oggetti che vi circondano vi danno un sacco di problemi, gli oggetti "si rompono", necessitano di continua manutenzione, di aggiornamenti, assorbono il vostro tempo, la vostra vita. Non siete ancora convinti ? Vi siete mai chiesti perché il più alto tasso di suicidi si trova nei paesi più ricchi e non in quelli poveri ? Nei paesi poveri non si suicida nessuno. Chiedetevi il perché e rispondetevi da soli. Dunque, qual'è l'obiettivo finale, l'ascetismo ? Non necessariamente. Non perché l'ascetismo sia sbagliato, ma perché l'ascetismo è un traguardo riservato a poche persone. Le testimonianze di molti occidentali, che sono andati in india alla ricerca del "Nirvana" ovvero della felicità assoluta ottenuta attraverso la rimozione di tutti i desideri, ci portano a concludere che sia una esperienza difficile, per pochi iniziati, e forse riservata a coloro che fin da bambini si sono esercitati in questo senso. Tuttavia tutti concordano sul fatto che tanto più ci si distacca dal desiderio di beni materiali, tanto più cresce la nostra percezione di felicità. Si può anche convivere felicemente con i beni materiali, purché ci si liberi della dipendenza da essi. Sforziamoci di "usare" le cose senza possederle. Sperimentiamo la condivisione. Sperimentiamo il caro vecchio baratto. Non saranno gli oggetti che avete comprato che ricorderete al termine della vostra esistenza, ma le esperienze che avrete compiuto durante questo viaggio misterioso e affascinante che si chiama vita. Uscite dalla prigione del materialismo e cominciate a vivere. Questo è l'unico vero "regalo" che dovete fare a voi stessi.

25 February, 2011

Eliseo & Sara: Fulltimers dal 2010

Eliseo Oberti, classe '62, fin dagli anni dell' adolescenza percorre in autostop e in motocicletta quasi tutta l’Europa fino in Egitto. Viaggia tra il Mar Rosso e i Caraibi, tra l’Oceano Indiano delle Maldive e delle Seychelles e il Pacifico delle lontane Isole Figi, dalla Barriera Corallina Australiana fino alla Polinesia Francese. Le sue personali scelte di vita lo portano presto a innamorarsi del viaggio prolungato, una dimensione dalla quale realizza di non poter più tornare indietro. Dopo una permanenza di sei mesi in Inghilterra nel 1993 riprende il cammino nel 1999 con un viaggio di sei mesi che tocca la Nuova Zelanda, le Isole Figi e l’Australia e da quell’esperienza nasce il suo primo libro Il passaggio giusto al momento giusto (2001). Dopo aver sperimentato molteplici professioni senza legarsi a nessuna di esse (impiegato di banca, agente di commercio, responsabile delle risorse umane e molte altre ancora), nel 2002 vende tutto ciò che possiede e parte per il viaggio di due anni narrato nel libro VagaMondo (2008), che lo porta dall’Alaska alla Terra del Fuoco per arrivare fino al sud-est asiatico. Nel 2007 salpa da Panama con un catamarano per arrivare alle Isole Galapagos e alle Marchesi, fino a raggiungere Tahiti con un viaggio in mezzo al Pacifico che dura quattro mesi. In seguito pubblica Parole e Musica (2008), con i testi di canzoni da lui scritte e Il viaggio continua (2009) e L’anno della Tigre (2010) in cui associa poesie e riflessioni ai suoi dipinti. La decisione di diventare fulltimer arriva nel Dicembre 2010. Questa volta "salpa" con Sara, la  sua compagna nicaraguense ed il suo camper per un viaggio senza scadenza che li porterà a vivere in molti paesi europei e non solo e dal quale è scaturito il progetto-libro Gentleman Gipsy – Nomade e Gentiluomo. Eliseo e Sara si trovano in questo momento in Marocco. Potete seguire la loro avventura su:


 

21 February, 2011

Lo Status di "Senza Fissa Dimora". Un Diritto del Cittadino Fulltimer.

La normativa anagrafica italiana si basa sul principio fondamentale della dimora abituale, ma questo principio non può, ovviamente, trovare applicazione per chi una dimora fissa non ce l'ha come è il caso di molti fulltimers che vendono o lasciano definitivamente la propria casa per andare a vivere in camper e non hanno familiari o amici dove iscrivere il proprio indirizzo o per diverse ragioni non lo gradiscono; per questo motivo il legislatore, in merito all'iscrizione anagrafica delle persone senza fissa dimora, è ricorso al principio del domicilio. In pratica questa particolare categoria di persone sceglie il comune dove essere iscritta all'anagrafe e il comune provvederà all'iscrizione in una via inesistente, appositamente inventata. Sembrerebbe tutto molto semplice, ma purtroppo si è evidenziata una situazione particolarmente difficile, caratterizzata, in molti casi, dalla negazione del diritto dei senza fissa dimora all'iscrizione anagrafica. La conferma di questo dato preoccupante è venuta dall'assessore alla famiglia e ai servizi sociali del comune di Torino, Stefano Lepri, che ha recentemente affermato che il riconoscimento della residenza fittizia per le persone senza fissa dimora, rappresenta un principio di civiltà, spesso negato da comportamenti delle amministrazioni comunali che denotano scarsa conoscenza delle norme vigenti. Come ha precisato la Cassazione, Sezioni Unite Civili, n. 449, del 19.6.2000, l'iscrizione anagrafica non è un provvedimento concessorio, ma è un diritto per il cittadino e un obbligo per l'ufficiale d'anagrafe. Tuttavia, mentre i normali requisiti per l'iscrizione anagrafica sono di carattere soggettivo, ma soprattutto oggettivo, in quanto la residenza è nel luogo di dimora abituale e nello stesso luogo è obbligatoria l'iscrizione anagrafica, per le persone senza fissa dimora, vale il solo criterio soggettivo che, come detto, si concretizza in una scelta discrezionale dell'interessato. Il Tribunale di Milano, nella sentenza n. 10257 del 2.6.2003, relativa proprio ad un caso di residenza negata a persona senza fissa dimora, afferma testualmente: Il Comune, quale ufficiale del Governo, è tenuto esclusivamente a dare applicazione alle norme regolanti la materia, sicchè in capo al cittadino richiedente, qualora ricorrano tutti i presupposti, si configura un vero e proprio diritto soggettivo all'iscrizione. Esiste purtroppo una situazione di diffusa illegittimità nei comportamenti di molte Amministrazioni comunali, con colpe equamente divise fra servizi sociali e anagrafi. Non si pone la questione delle diverse modalità di iscrizione anagrafica, peraltro non disciplinate dalla normativa vigente, ma si deve denunciare il malcostume di molte amministrazioni, soprattutto di grandi città, che pongono dei limiti e degli ostacoli alle iscrizioni anagrafiche dei cittadini senza fissa dimora. Si tratta di comportamenti privi di legittimità giuridica. Gli ufficiali d'anagrafe, si difendono denunciando il tentativo diffuso da parte di persone che hanno problemi con creditori o altro, di far credere di non avere alcuna dimora abituale per poter ottenere l'iscrizione anagrafica in una via inesistente e quindi essere difficilmente rintracciabili. L'aspetto patologico del problema non può tuttavia condizionare l'operato del pubblico ufficiale di fronte a cittadini che sono titolari di diritti effettivi e giuridicamente tutelati.
(Vi invitiamo a postare qui sotto nella sezione commenti, la vostra esperienza in merito.)

20 February, 2011

Camper Low Cost #4

L'azienda tedesca VANESSA commercializza un letto portatile e pieghevole già preadattato a diversi tipi di vetture van. E' disponibile anche un Kit cucina che si posiziona nel baule sotto al letto per trasformare il vostro van in un mini-camper completo. I prodotti si possono acquistare online.
Qui l'indirizzo del sito web:

David & Janine: I Nomadi dai Capelli Grigi

David e Janice, britannici di Norfolk, si autodefiniscono i "Nomadi dai Capelli Grigi". Diventano Fulltimer nel settembre del 2004. Da allora girano negli angoli più remoti del mondo con il loro camper: 18 mesi in Europa, 17 mesi in Nord-America e poi Borneo, Nuova Zelanda e di Nuovo Malesia. Nel 2009 tornano in Gran Bretagna per un intervento chirurgico e poi ripartono per l'Europa dell'Est. Slovenia, Croazia, Ungheria, Slovacchia.



13 February, 2011

Glenn: Fulltimer dal 2009

Glenn è un musicista arrangiatore di Los Angeles che dal 4 agosto del 2009 vive nel suo Van insieme al suo gatto Emily. "Ho voluto semplificare radicalmente la mia vita" dice. "Non volevo più che la ricerca della verità fosse ostacolata dal possesso dei beni materiali, volevo ritrovare la libertà e la possibilità di fare ciò che realmente mi rende felice".
Il Blog di Glenn (In inglese) è a questo indirizzo: