27 November, 2011

Crisi Economica - Cosa c'è Dietro ?

A proposito della crisi economica attuale è bene sentire diverse campane.
Di seguito troverete un servizio tratto dalle news della TV Svizzera.



19 November, 2011

Le Moto adatte ai Camperisti Fulltimer

Una volta iniziata la vita da Camperista Fulltimer, vi renderete conto della necessità di avere con voi un piccolo mezzo per gli spostamenti quotidiani. Non è infatti agevole usare il vostro Camper per andare a fare la spesa o per piccole escursioni. Inoltre una volta conquistata una bella posizione panoramica, e livellato il vostro camper con i cunei sottoruota, doversi muovere con la vostra "casa" appresso sarebbe una scocciatura. Ecco quindi che un piccolo motociclo farà al caso vostro.
Ci sono tre possibilità per trasportare un motocicolo con il vostro camper:

A) All'interno del Garage del vostro camper.
B) Con un apposito Carrello-Rimorchio
C) Con un Portamoto.

La soluzione A, è possibile solo con alcuni modelli più recenti di Camper che hanno un Garage molto ampio. Il vantaggio è che la moto è coperta e riparata dagli sguardi dei malintenzionati, tuttavia lo spazio a disposizione spesso è piccolo e poco agevole e consente il trasporto solo di piccoli ciclomotori o poco più.
Inoltre il motociclo vi "mangia" lo spazio molto prezioso che nel camper vi servirebbe per stoccare tutti i vostri oggetti voluminosi.

La soluzione B, il Carrello, è quella che vi consente di trasportare anche moto molto pesanti e di grossa cilindrata. Ha però lo svantaggio di farvi guidare sempre con un rimorchio appresso, il quale in certe condizioni può rivelarsi problematico. Avete presente quando il navigatore vi fa prendere una "scorciatoia" e alla fine vi ritrovate in fondo ad un vicolo strettissimo e non potete più proseguire ? Ecco, in quella occasione (tutt'altro che rara) se oltre al camper avete anche un rimorchio attaccato .... sono dolori ! I Fulltimers tedeschi sono i più affezionati al Carrello. Noi lo consigliamo solo a chi ha una destinazione precisa e sa esattamente le strade che percorrerà e dove si fermerà per la destinazione finale, luogo in cui presumibilmente verrà sganciato il carrello.

La soluzione C, il portamoto, è quella più usata attualmente. Il portamoto non è altro che una specie di paraurti sporgente (i modelli più recenti sono retrattili) al di sopra del quale si posizione la moto affrancandola con le apposite cinghie. Attenzione però: Il peso massimo trasportabile consentito sul portamoto è di 150 Kg. Vedrete quindi che la maggior parte dei camperisti si accontenta di un piccolo Scooter, perché non appena si sale di dimensioni il peso oltrepassa la soglia massima. Un piccolo scooter però non è sempre l'ideale per un camperista. E' fragile, facilmente ammaccabile, con il passeggero e in salita non si muove, e può andare solo su asfalto. Ma allora ? Che si fa ? Una soluzione esiste, sono le poco conosciute moto "Scrambler" che hanno le seguenti caratteristiche:

- Disponibili in cilindrate intermedie con discreta potenza
- Economiche all'acquisto
- Bassi consumi di carburante
- Molto leggere e maneggevoli (Sotto i 150 Kg)
- Molto resistenti
- Consentono l'utilizzo in Fuoristrada
- Sono più basse rispetto alle vere moto da fuoristrada

Ecco di seguito i 3 modelli di motocicletta ideali per il Camperista:


BETA URBAN 200
Peso: 110 Kg.
Listino: 3.980 Euro
http://www.betamotor.com/









HM LOCUSTA 200
Peso: 114 Kg
Listino: 4.225 Euro
http://www.hmmoto.it/








RIEJU TANGO 250
Peso: 110 Kg
Listino: 3.840 Euro
http://www.riejumoto.com/

17 October, 2011

I 4 Livelli Della Felicità

Oggi cercheremo di affrontare un argomento molto importante e profondo con la pretesa (ahimé ...) di renderlo semplice.

Tutti più o meno affermano di cercare la felicità, ma si nota una grande confusione riguardo al concetto stesso. Con uno schema che è forzatamente limitativo ed impreciso cercheremo di mettere un pò di ordine in questo senso.

Possiamo dividere la felicità nel suo concetto più ampio in 4 livelli.


Il primo livello è quello della Sopravvivenza.

Per due terzi della popolazione mondiale, la felicità è qualcosa di molto semplice: La possibilità di sopravvivere. Il solo fatto di riuscire a trovare il cibo per vivere un giorno in più è di per sé altamente gratificante. E' ovvio che queste persone non hanno la possibilità di passare ad un livello di felicità superiore. Tempo fa un amico giornalista che passa molto del suo tempo in Africa, mi confidò che una delle cose che lo ha sempre colpito maggiormente in questa parte del mondo è l'assenza del concetto di "Amore" così come noi lo intendiamo (Terzo livello). Per fare un esempio mi disse che una donna può perdere un figlio od il marito e dopo solo qualche giorno di sofferenza, tornare ad una vita assolutamente normale come se nulla fosse successo. Lo stesso vale anche per gli uomini naturalmente. Il motivo è appunto quello di cui sopra, ovvero non c'è la possibilità per queste persone di passare ad un livello di felicità superiore.

Il Secondo livello è quello del Piacere.

Quando un individuo riesce a soddisfare i suoi bisogni primari come avviene nei paesi occidentali, solitamente entra nel secondo livello di felicità, ovvero inizia ad identificare la felicità con il piacere. Il piacere è quella gratificazione che normalmente deriva dal soddisfacimento dei cinque sensi ma non solo. Ad esempio il Gusto sarà soddisfatto dal piacere di mangiare non piu' per la sola sopravvivenza ma ricercando sapori raffinati e diversi, dal bere alcoolici e superalcoolici, Il Tatto sarà soddisfatto dal piacere del Sesso, L'Udito sarà soddisfatto dal piacere di ascoltare musica, andare a concerti e in discoteca, La Vista sarà soddisfatta dal piacere di viaggiare, andare al cinema e cosi' via. Ai piacere dei cinque sensi si aggiungono poi altri piaceri come quello del possesso, ovvero il piacere di acquistare continuamente oggetti come scarpe, vestiti, automobili, telefonini etc... Questo secondo livello di felicità in cui tutti passiamo volenti o nolenti ha una spiacevole caratteristica: E' molto volatile. Ovvero la felicità indotta dal soddisfacimento del piacere è brevissima. A volte dura solo pochi giorni, a volte dura poche ore, a volte finisce all'istante, non appena il piacere termina. Il Piacere necessità quindi di essere continuamente e infinitamente rinnovato nella ricerca spasmodica di trattenere quella felicità che invece sfugge inesorabilmente. E' un livello che nasconde anche qualche insidia. Chi infatti non riesce a capire che non esiste alcun piacere in grado di regalare una felicità duratura, continuerà ad insistere ossessivamente nella ricerca di piaceri sempre nuovi e sempre più estremi come Alcolismo, Consumo di Droga, Pratiche sessuali estreme, Acquisti Compulsivi, Dipendenza dal Gioco d'azzardo, Sport Estremi e Pericolosi, Bulimia etc...
Queste persone si convincono di non essere felici non perché il piacere in sé dia una felicità volatile così come è nella realtà delle cose, ma perché credono di "Non avere ancora trovato il piacere giusto, o abbastanza intenso". Ma c'è sotto anche qualcosa di più subdolo. Ovvero "Il Sistema" di cui abbiano parlato molte volte, ha interesse a convincere, e lo fa con tutti i mezzi a disposizione, che il piacere possa regalare la felicità duratura. Lo fa perché tanto più la gente cerca di soddisfare i piaceri, tanto più spende il proprio denaro faticosamente guadagnato ritrovandosi poi ancora insoddisfatta e cercando nuovi stimoli e piaceri in un circolo vizioso che non ha mai fine e che ha il solo scopo di arricchire le "famiglie" che governano l'economia ed il mondo intero.


Il Terzo Livello è quello dell'Amore.

Si noti che qui non intendiamo l'Amore nel senso romantico e limitativo del termine, ma nel suo significato più esteso: Amore per il prossimo, Amore per la vita, Amore per gli Animali, Amore per i sofferenti, Amore. Potremmo definire la felicità che deriva dall'amore come "Un senso di Gioia Profondo e Duraturo". Alcuni trovano questo amore nella coppia, altri lo trovano nell'aiutare i deboli come Madre Teresa o i feriti come Gino Strada o nel salvare i Delfini o i Gorilla di Montagna. L'amore conosce infinite strade per manifestarsi e ognuno può trovare la propria. Se però siamo troppo attaccati al secondo livello di felicità, ovvero al piacere, non riuciremo a fare questo step evolutivo e passare al terzo livello perché nella ricerca dell'amore porteremo con noi tutte le nevrosi e le negatività legate alla ricerca del piacere.


Il Quarto Livello è quello del Significato.

Orbene, se la vita fosse eterna, se fossimo immortali probabilmente ci fermeremmo tutti al terzo livello. Cosa si può volere di più di una gioia profonda e duratura ? Ma l'uomo che ha raggiunto la felicità ha bisogno di capire perché. Quale è il senso di questa felicità se poi immancabilmente dovrò lasciarla alla mia morte ? Quale è il senso della mia presenza qui ?  Si' sono felice, e allora ?  Ecco quindi la necessità del Significato, ovvero del quarto livello di felicità, quello  che probabilmente pochissimi individui raggiungono e che potremmo definire come "Senso della Vita", "Significato dell'esistenza", "Illuminazione".


03 October, 2011

Espresso anche in Camper ...

Vabbè ... con un costo di 237 Euro questa macchina non si può certo dire che si sposi perfettamente con il concetto di vita minimalista ...... però se qualcuno proprio non potesse rinunciare ad un buon espresso anche in Camper ... eccolo servito:

13 September, 2011

Giorgio Bettinelli

Tre anni fa, esattamente il 16 Settembre 2008, moriva a Jinghong in circostanze misteriose Giorgio Bettinelli, un personaggio incredibile. Giorgio, originario di Crema, era diventato una sorta di mito per tutti i motociclisti e viaggiatori. Cominciò a viaggiare nel 1992 (prima tappa da Roma a Saigon) praticamente senza fermarsi mai salvo pause tecniche in Italia e percorrendo migliaia e migliaia di chilometri intorno al mondo, nessun continente escluso. Solo la morte purtroppo è riuscita a fermarlo. Non incontrai mai personalmente Giorgio ma scambiai solo qualche mail su uno dei tanti blog che riusciva a tenere durante i suoi viaggi. Ho i suoi quattro libri in primo piano sulla mia libreria, il primo, forse il piu' bello ed ispirato, IN VESPA DA ROMA A SAIGON, e poi BRUM BRUM, 254.000 CHILOMETRI IN VESPA, e ancora RHAPSODY IN BLACK (L'esperienza africana) e l'ultimo, LA CINA IN VESPA, diario di un viaggio a zonzo per la Cina condiviso in parte con la neo-moglie Taiwanese Yapei. Giorgio era uno di quegli uomini affetto da quel sentimento particolare e indefinibile che solo i portoghesi riescono a spiegare con una parola: Saudade. Saudade è un termine portoghese che non è traducibile in italiano né in un'altra lingua e che potremmo tentare di spiegare come: "La Nostalgia per qualcosa che non si sa e che non è ancora avvenuto". Giorgio aveva questa Saudade nel cuore, quella specie di malinconia che ti spinge a cercare, cercare, cercare qualcosa che non sai neanche tu cosa sia. E per questo girava per il mondo, nomade per caso, con poche cose e tanta voglia di scoprire luoghi e persone. La notizia della sua morte, annunciata da Yapei Bettinelli, la moglie mi commosse molto. Si dice che un libro è bello quando senti il dediderio di chiedere qualcosa all'autore. E allora i libri di Giorgio dovevano essere bellissimi perché io avevo 100, 1000 domande da fare a Giorgio, ma non c'è stato tempo. Mi sarebbe piaciuto raggiungerlo a Jinghong, in quel posto sperduto della Cina occidentale dove aveva deciso di "mettere su famiglia" con Yapei.

Aveva deciso che quello era il posto giusto per fare base. Un posto dal quale ripartire alla scoperta ancora più dettagliata dell'Asia. Il prossimo progetto sarebbe stato il Tibet. Le cause della morte sono un vero mistero. Non c'è mai stata una versione ufficiale delle autorità Cinesi, o almeno non compare. Qualcuno sospetta anche che il suo voler indagare sul Tibet potesse dare fastidio a qualcuno. Quello che è certo è che Giorgio non era malato, era in buona salute e il giorno della morte si trovava in casa a Jinghong a riposare, mentre la moglie era uscita a fare qualche acquisto. Al suo ritorno a casa Yapei lo trova nel letto esanime, senza alcun segno di violenza o altro. Apparentemente una morte inspiegabile. Il Cineasta Massimo Piovesan tentò di indagare in passato con un documentario dal nome "Freedom" che pare non sia stato mai terminato per mancanza dei fondi necessari. Un vero peccato, perché tutta la vita di Giorgio meriterebbe di essere immortalata sulla pellicola. Siamo sicuri che a lui piacerebbe essere ricordato per le grandi imprese che ha compiuto. E invece in un mondo che privilegia il gossip delle veline, la sua vicenda è passata quasi inosservata. Caro Giorgio ti pensiamo sempre e ci piace credere che là dove sei ora tu sia  riucito a cavalcare un'altra vespa e a bucare gli orizzonti come hai sempre fatto.

Citiamo un tuo passaggio da "Brum Brum" : "Rimango altre quattro ore in sella, e guido finché il sole è già quasi al tramonto, secondo una sana abitudine che da tempo ero costretto a perdere, prima di fermarmi in un villaggio qualsiasi per passare la notte. E’ una delle sensazioni che ho sempre amato di più, e che così spesso mi ha dato l'illusione di essere libero e padrone della mia vita: quel grappolo di minuti dalla consistenza indefinibile, quando non è ancora buio e non è più giorno, e tu entri in un posto che non hai mai sentito nominare, con la consapevolezza che domani sarai già lontano, e che per altri mesi, per altri anni, per altri grappoli di minuti della stessa intensità continuerai ad allontanarti, assecondando il dipanarsi di una matassa il cui filo ti si srotola tra le mani senza farsi accorgere, e finisce dall'altra parte del mondo".

30 August, 2011

Se vinco guadagno, Se perdo paghi tu.

Immaginate di giocare a carte con un amico. Immaginate che questo vostro amico quando vince si prende i vostri soldi e quando perde pretende che siate voi a dargli i soldi che a perso ... !
Assurdo ? Insopportabile ? Forse a questo amico daremmo un bel cazzotto sul muso ... Eppure noi accettiamo continuamente che questo ci accada, con la differenza che questa fregatura non ce la propina un amico, bensì un banchiere o un grande imprenditore. Il sistema dovremmo ormai conoscerlo e in parte lo abbiamo già affrontato in queste pagine. La Banca o la grande compagnia guadagna a più non posso incamerando profitti (che sono i nostri soldi) e si espande sempre di più fino ad essere classificata "TOO BIG TO FAIL" ovvero "Troppo importante per essere lasciata fallire" (Geniale eh ??). A questo punto quando la compagnia ha dei debiti che non può più pagare, chiede aiuto allo Stato (Che ricordiamocelo, siamo noi). I politici che rappresentano la nostra comunità, ovvero lo Stato, prepara precedentemente il terreno diffondeno notizie di crisi attraverso la stampa ed i media per rendere le misure di salvataggio come "inevitabili". Una sorta di Vaselina. Ed ecco che poi "purtroppo" si deve chiedere "uno sforzo alla comunità dei cittadini" che prontamente dovranno mettere mano al portafoglio attraverso nuove tasse o l'aumento di quelle esistenti per ripagare il debito contratto dalla compagnia. Non succede solo in Italia, badate. E' un sistema occidentale. Inventato dalle famiglie del sistema globale. "Se vinco guadagno, se perdo paghi tu ". Eccezionale. Senonché a qualcuno cominciano a girare gli zebedei. E infatti proprio recentemente la piccola Islanda ha deciso di sottrarsi a questo abuso. O almeno ci sta provando. Guardatevi questo video:


25 August, 2011

Vivere in un Furgone. Si può.

Alcuni lettori ci scrivono che vorrebbero tanto mollare tutto e vivere in camper ma ... non dispongono del denaro sufficiente per comprarsi un camper. Concordiamo sul fatto che i camper talvolta anche vecchissimi e con 300.000 chilometri percorsi, mantengono dei prezzi di mercato inspiegabilmente elevati. Certo cercando bene e con pazienza si possono trovare delle buone occasioni, ma la ricerca può divenire estenuante. In casi di budget ridotto all'osso vi consigliamo di optare per un semplice furgone. Anche se più disagevole, la vita in un furgone è possibile. Abbiamo incontrato decine e decine di fulltimers che vivono in un furgone e addirittura alcuni in una semplice automobile opprtunamente adattata. Ad ogni modo i furgoni usati si trovano spesso a prezzi stracciati in quanto le aziende li rivendono dopo averli ammortizzati completamente e quindi hanno un valore virtuale pari a zero. Vediamo cosa è importante.

SCELTA DEL FURGONE: Per prima cosa, a parte i bellissimi volkswagen d'epoca, disponibili solo a benzina, meglio optare per un motore diesel, più parsimonioso e resistente. Scegliete un furgone che abbia già il pianale in legno in quanto l'isolamento dal freddo del pavimento è importante. Successivamente potrete mettere un isolante bituminoso sopra al legno per ridurre ulteriormente il passaggio del freddo. Il problema del furgone è appunto quello che non avendo materiale isolante sulle pareti diventa un frigorifero in inverno e un forno in estate. Tuttavia questo problema merita alcune considerazioni. I Fulltimers si muovono sempre a seconda dell stagioni, là ove la temperatura è temperata. Per cui d'inverno potrete vincere il freddo rimanendo nel sud d'italia o in Portogallo dove la temperatura non scende mai sotto i 15 gradi. In estate per ovviare al gran caldo vi sposterete sull'appennino o sulle alpi o nella regione francese della Dordogne dove troverete temperature gradevoli intorno ai 20 gradi.
Ovvio che in estate parcheggierete sotto un albero per evitare il surriscaldamento dell'abitacolo.

FREDDO: Per quanto riguarda il freddo ricordatevi sempre che ci sono alpinisti che dormono in tenda con temperature esterne di 30 gradi sotto zero e sopravvivono. Cio' significa che con un buon sacco a pelo potete resitere a qualunque temperatura. (Scegliete un sacco a pelo certificato per temperature estreme). C'è anche un'altra soluzione di emergenza che adottai personalmente qualche anno fa quando mi trovai bloccato da una tempesta di neve sulle alpi francesi, ed ero in un furgone, quindi senza riscaldamento autonomo. Per questo tipo di emergenza vi servono tre oggetti che sarebbe meglio abbiate con voi se decidete di vivere in un furgone: Un convertitore da 12v a 220v, un Timer meccanico, una Termocoperta. Le termocoperte sono quelle che si vendono i tutti i supermercati e si usano di solito sopra il materasso in casa per avere il letto caldo quando si va a dormire. Funzionano a 220v e consumano circa 60 watt. Quindi per potere attaccare la termocoperta alla batteria dell'auto, vi serve un convertitore da 12v a 220v che sopporti almeno 100 watt di carico. Il problema è che durante la notte il consumo della coperta potrebbe ridurre a zero la batteria del furgone, ecco quindi che con un timer farete in modo che la coperta si spenga ogni 15 minuti per altri 15 minuti dimezzando il consumo. Sotto le coperte (Il sacco a pelo in questo caso non va bene) il caldo si manterrà per i 15 minuti in cui la coperta è spenta senza problemi. Ad ogni modo è fortemente consigliato di montare una seconda batteria sul vostro furgone di modo che la batteria che serve per lo starter del motore rimanga sempre carica e non rischiate di rimanere a piedi. Durante il giorno in casi di freddo estremo potrete usare dei riscaldatori a gas che funzionano con le bombolette di gas portatili, ricordandovi di areare il furgone per non asfissiare. Non usate mai invece le Zibro o le stufe a kerosene in genere perché durante il movimento perdono il carburante creando grossi rischi.

AERAZIONE: L'aerazione del vano del furgone è indispensabile in quanto dormire con il finestrino aperto non è per nulla sicuro. E' indispensabile quindi fare installare un Oblò sul tetto del furgone da un carrozziere specializzato (costo circa 100/150 Euro compreso il lavoro) oltre ad una grata di quelle richiudibili sul portellone posteriore a livello del pianale. Questo perché se ci dovesse essere una perdita di gas accidentale da una delle bombole portatili, il gas non andrebbe in alto come tutti pensano ma scivolerebbe verso il basso uscendo dalla grata lasciata opprtunamente aperta.

BISOGNI: Per quando non siete nelle vicinanze di un bosco ... Sono in vendita WC simili a quelli di casa ma completamente in plastica e leggerissimi. Altrimenti anche un vaso da notte va bene. Ricoprite il vaso con un sacchetto di plastica biodegradabile nel quale avrete inserite della segatura. Fate i vostri bisogni, richiudete bene il sacchetto e disperdetelo in natura vicino ad una pianta, come fertilizzante. Ricordiamoci bene che i rifiuti organici non sono inquinanti, anzi contribuiscono al nutrimento della natura. Gli inquinanti sono i prodotti chimici. Per milioni di anni uomini e animali hanno inondato il pianeta di resti corporali senza che vi fosse il minimo inquinamento. Scusate la precisazione ma di questi tempi è opportuna. Per quanto riguarda la carta igienica usate quella nautica che si dissolve senza inquinare.

DOCCIA: Nelle località marine troverete sempre facilmente delle doccie disponibili gratuitamente. Alcune doccie a pagamento sono disponibili presso alcuni autogrill (Chiedete ai camionisti che hanno il vostro stesso problema di lavarsi). Ovviamente al bisogno e contro un piccolo pagamento potete sempre usufruire della doccia di un campeggio. Inoltre il nostro amico inglese DAN che vive in automobile ci da una ottima dritta. Se siete stanziali per un certo periodo di tempo nelle vicinanze di una città, potete fare un abbonamento OPEN presso una palestra che vi costerà circa 80 Euro al mese (quindi molto meno del campeggio) e avrete a disposizione dalle 9 alle 22 di sera, 7 giorni su 7, un bagno dove lavarvi oltre naturalmente ad avere la possibilità di mantenere in forma il fisico. Nella zona di Peniscola in Spagna avevo già sentito parlare di questo metodo adottato da diversi fulltimers.

ACQUA: Vi serve una tanica di quelle da vino, con il rubinetto sottostante, che riempirete ogni volta incontrate una fontana, e appenderete ad un gancio fissato su uno dei montanti del furgone. Al di sotto un piccolo tavolino con un catino raccoglierà l'acqua sporca mentre vi lavate il viso e le mani.

CUCINA: Oltre al classico fornellino da campeggio, esistono oggi dei fornelli portatili a gas molto più larghi e stabili e quindi sicuri. Tenersi anche un fornellino elettrico per quando si è in campeggio e si voglia risparmiare il gas. Utile anche una stufetta elettrica per quando si è in campeggio e ci si possa attaccare alla 220.