27 March, 2011

Gilles e Myriam: Vivere in una Yurta

Gilles e Myriam, una giovane coppia dell'Alsazia francese, non sono Fulltimers ma hanno fatto una scelta di vita che merita di essere menzionata nel nostro sito. Da 6 mesi vivono in una Yurta, la tipica Tenda Mongola, senza bagno né lavandino.
" Sono centinaia in Francia a scegliere un modo alternativo di vivere. Per alcuni è un Atto militante, per altri è un Mezzo di espressione artistico, una Necessità finanziaria, una Sfida o una Terapia. "

Gilles e Myriam hanno un blog in lingua francese dove è possibile seguire il loro progetto:


26 March, 2011

Roller Team New Box : Un Camper adatto ai Fulltimers

Il modello New Box della Roller Team è un camper unico nel suo genere, progettato originariamente per gli sportivi professionisti che vanno in trasferta portandosi al seguito le loro attrezzature (motociclette, canoe, attrezzatura da sub etc...). In realtà il garage enorme è di grande utilità anche per i Fulltimers ovvero coloro che usano il camper non soltanto per una breve vacanza ma come abitazione permanente e che quindi hanno necessità di portare con sé molte più cose del semplice turista. Oltre a rappresentare un ottimo ricovero per lo scooter, il grande vano separato, che è riscaldato, con qualche piccola modifica, può essere ideale anche per tutti i fulltimers che possiedono un amico a quattro zampe.
Il New Box, a differenza dei Camper-Bus con garage, si può condurre con la semplice patente B dell'auto.

23 March, 2011

T2: Il Mitico Camper degli Hippies

La ditta inglese Danbury continua ancor oggi a produrre allestimenti camper sulla storica meccanica Volkswagen T2. I mezzi utilizzati, i T2, provengono dallo stabilimento Volkswagen brasiliano ancora in funzione e sono del tutto simili a quelli usati dagli hippies negli anni ’70. Hanno naturalmente subìto alcune modifiche importanti, motore raffreddato ad acqua, benzina verde, marmitta catalitica, freni a disco ecc... Il mezzo è disponibile in 500 varianti di colore e la Danbury garantisce il camper per 3 anni. L’assistenza può essere richiesta alla Ditta ma, essendo la meccanica VW, qualsiasi concessionario ufficiale volkswagen potrà garantire l'assistenza. Attualmente non esiste un importatore italiano ufficiale ma alcuni concessionari che operano nell'importazione diretta possono su richiesta acquistare ed omologare per voi qualsiasi camper, quindi anche i Danbury. Ovviamente i prezzi sono quelli di un veicolo nuovo. Con un pò di pazienza comunque si riescono ancora a trovare in circolazione alcuni T2 d'occasione. Segnaliamo il concessionario italiano Adami Camper di Padova che si occupa di importazione diretta di campers introvabili in Italia.
http://www.adamicamper.it/

Il movimento degli Hippies nasce ufficialmente nel giugno del 1967 a San Francisco, con l’arrivo della summer of love, l’estate dell’amore che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto rivoluzionare tutto quello che era stato prima. I giovani  iniziarono ad esprimersi contro il consumismo, il conformismo, le discriminazioni razziali, le tendenze imperialistiche della politica statunitense. Gli Hippies ritenevano di aver capito le brutture e le nefandezze della società e cercavano un modo alternativo per non far più parte di questo meccanismo perverso, evitando di unirsi al coro dei più, considerati corrotti e spregiudicati. I “figli dei fiori”, con il loro "flower power" contrapposto al potere delle armi, rifiutavano le logiche economiche e politiche prevalenti. Gli hippies ricercavano una soluzione esistenziale alternativa all’integrazione sociale, sfociata nella formazione di comunità basate sulla non violenza, il rapporto con la natura, l’abbandono al flusso delle cose, in base all’ideale dell’io-tutto preso a prestito dallo Zen. La “rivolta” hippie segnò la storia dei nostri tempi, concorrendo ad una rivoluzione culturale che si affermò e si diffuse ben oltre il contesto territoriale e sociale in cui ebbe origine, modificando idee, ordinamenti sociali, costumi di vita ed influendo anche sugli orientamenti politici internazionali. Gli hippies non erano solo capelli lunghi e spinello ma sono stati portatori degli ideali pacifisti, dei metodi non violenti, dei diritti civili, di una concezione meno formalistica della famiglia, di una maggiore tolleranza nei confronti della diversità e delle scelte sessuali individuali, di una maggiore creatività nelle arti rappresentative, e nella musica. Negli ultimi anni in Canada il movimento degli hippies sta ritrovando una nuova giovinezza e sono ormai numerose le "Fattorie Biologiche" gestite dai mai estinti "Figli dei Fiori".

11 March, 2011

Silvano Agosti

Silvano Agosti, bresciano, classe '38, è un regista sceneggiatore, produttore cinematografico, scrittore e poeta italiano."Penso che la felicità sia reale solo quando l’armonia interiore coincide in modo permanente con l’armonia esterna, allora svanisce il peso del corpo, scompare la consistenza del tempo e persiste una sorta di serena commozione del sentimento di vita. Ma ciò accade solo quando l’essere umano può scoprire di essere il massimo capolavoro che la natura ha creato in 5 miliardi di anni, ovvero quando la comunità sociale è organizzata per garantirgli il necessario per vivere, compreso il tempo quotidiano."

Da circa due anni, Agosti ha fatto richiesta provocatoriamente all'ONU e all'UNESCO, perché l'essere umano venga proclamato "Patrimonio dell'Umanità" e come tale tutelato. Tra gli altri libri ha pubblicato: "Lettere dalla Kirghisia" e "Lettere dalla Kirghisia due anni dopo". Qui sotto un breve video in cui sintetizza il suo pensiero.


La Parabola del Pescatore Messicano

Un turista americano in vacanza in un piccolo villaggio messicano nota un pescatore locale sulla spiaggia intento a sistemare il pesce appena pescato. Si complimenta con lui per la qualità del pesce e gli chiede quanto tempo ci ha messo per pescarlo.
"Non molto tempo" risponde il messicano.
"Perché non resta in mare più a lungo ? Potrebbe catturare più pesce !" osserva l'americano.
"Questo pesce è sufficiente per la mia famiglia", risponde il messicano.
"Ma cosa fa nel resto del tempo?"
"Mangio il mio pesce, gioco con i miei bambini, faccio una siesta con mia moglie, poi la sera vado al villaggio con i miei amici, suoniamo la chitarra, cantiamo ... si, insomma ... abbiamo una vita piena.
L'americano lo interrompe, "Senta, io ho una laurea in economia ad Harvard. Lei mi è simpatico e credo di poterla aiutare. Mi ascolti: Lei dovrebbe iniziare a pescare di più ogni giorno. Potrebbe vendere il pesce extra e con le entrate comprarsi una barca più grande !"
"E dopo ?"
"Con la barca più grande potrà pescare ancora di più, potrà prendersi dei collaboratori ed acquistare altre barche con le quali incrementare ancora di più la sua pesca."
"e quindi ?" chiede il messicano incuriosito.
"Bè, a quel punto potrà negoziare direttamente con gli impianti di trasformazione del pesce invece di vendere al pubblico. In seguito potrà aprire il suo proprio impianto, capisce ? Potrà lasciare questo piccolo villaggio ed installarsi a Città del Messico. Poi quando gli affari cresceranno potrà trasferirsi a Los Angeles o a New York e dai suoi uffici gestire tutta la sua attività !"
"Quanto tempo ci vorrebbe ? " chiede il messicano.
"Bèh ... direi ... Venti, venticinque anni." risponde l'americano.
"E dopo ?"
"Dopo la cosa diventa davvero interessante", risponde l'americano."Quando il business è davvero grande, potrà quotare la società in borsa e fare milioni di dollari, mi-lio-ni ! capisce !?"
"Davvero? E dopo ?" Chiede il messicano.
"Eh bè ... a quel punto, con tutto quel denaro potrà ritirarsi in un piccolo villaggio sulla costa, andare a pescare quando vuole, giocare con i suoi figli, prendersi una siesta al pomeriggio, cantare con i suoi amici ..."
"Con tutto il rispetto Señor..." Lo interrompe il messicano, "... questo è esattamente quello che sto già facendo ora. Perché dovrei sprecare 25 anni ?"

26 February, 2011

Jessica Dang: Il Minimalismo è la Chiave per la Felicità

" Mi chiamo Jessica e sono una Minimalista. Al termine dei miei studi ho cercato un lavoro e con lo stipendio ho iniziato come tutti a comprare quelle cose che per i media o per le persone intorno a te dovrebbero renderti felice. Ma non ero felice, non lo ero affatto. Così un giorno mi sono svegliata. Mi sono guardata intorno e mi sono resa conto  che tutta quella gente che continua ad accumulare "roba": Case, automobili, televisori ... non era per nulla felice. Dunque non era quella la strada per la felicità. Al contrario, viaggiando, ho incontrato gente senza nulla che era profondamente felice. Alla fine, grazie anche al buddismo,  ho capito che la chiave di tutto è il minimalismo e ho preso una decisione drastica: Tutta la mia vita, tutto quello che volevo possedere, doveva essere tanto poco da poter entrare interamente nel baule di un auto. Ho trovato estremamente difficile lasciare andare alcune delle cose che possedevo. Sapevo che non avrei potuto prendere tutto con me, ma continuavo a chiedermi - Come potrei buttare via questo o quello ? E se ne avessi bisogno un giorno ? E i miei ricordi ? Che ne sarà dei miei ricordi ? - Ora che ho lasciato dietro di me tutta quella roba, posso dire che non mi manca nulla. Ho imparato che nel corso del tempo la gente dimentica, e il bisogno di un particolare oggetto diminuisce sempre di più. Si potrebbe pensare con nostalgia ai giocattoli e ai ricordi di quando eri bambino, ma in realtà quello che ti fa sorridere adesso non è la cosa in sé, ma la memoria di esso. Non abbiamo bisogno di cose per essere felici, è sufficiente un piccolo cambiamento di vita, è sufficiente muoversi per il mondo per capire quanto sia vero. Il minimalismo ti rende in grado di muoverti, di andare ovunque in qualsiasi momento perché non hai nulla da trasportare. Gli oggetti che possiedi diventano un peso, diventano catene che ti legano ad un luogo dove resti prigioniero. Naturalmente, ci sono delle eccezioni. Ci sono alcune cose che sono insostituibili e necessarie o che amiamo per una particolare ragione, ma sono molto poche, tutto il resto è inutile. Dunque, minimalismo. Ma perché il minimalismo porta alla felicità? Perché quello che davvero ci rende felici è la libertà . E la chiave per la libertà è il minimalismo perché riduce il nostro attaccamento alle cose. Gli oggetti di cui ci circondiamo ostacolano la nostra libertà. Il minimalismo ci permette di fare progetti, di muoverci, di viaggiare, di imparare, di meditare, di vivere liberi dai crediti, di espanderci, di godere di una salute migliore. In sostanza di vivere una vita al massimo del suo potenziale. Ho lasciato il mio nido per volare in alto. Non avrei potuto farlo con il peso delle cose addosso. Per questo ho scelto il minimalismo e lo vivo ogni giorno con grande soddisfazione. "

Jessica Dang si definisce una "Vagabonda Digitale". Il suo blog che affronta le tematiche del Minimalismo è stato citato da The Times, The Herald e in Italia da Repubblica. Qui potete seguirlo (in lingua inglese): http://minimalstudent.com/

Liberarsi dai Beni Materiali

Liberarsi dalla schiavitù dei beni materiali è uno step essenziale per chiunque decida di cambiare vita e diventare Fulltimer. In fondo tutti lo sappiamo anche se facciamo fatica ad ammetterlo: I beni materiali non ci rendono più felici. Pensate all'ultimo vestito che avete acquistato, all'automobile, al telefonino, all'orologio e cercate di ricordare quanto tempo è durata la felicità che avete provato. Una settimana ? Un mese ? Forse due mesi al massimo. Poi tutto è tornato come prima. Se anche vi compraste una Ferrari o l'anello  più costoso nella gioielleria sotto casa, l'eccitazione passerebbe dopo qualche settimana. E' così, e in fondo tutti lo sanno. Quante persone hanno la casa al mare e non ci vanno più perché si sono stufati ... Quanti si sono fatti la villa con piscina, e poi i figli preferiscono andare nella piscina comunale dove incontrano più amici ... E' così. Tutti lo sanno. Ma perché allora è difficile uscire dal materialismo ? La risposta è abbastanza semplice. Il materialismo è una vera dipendenza psicologica, molto simile a quella che si prova con una droga. Le persone acquistano gli oggetti "per sentirsi meglio" allo stesso modo in cui un tossicodipendente si inietta la sua dose di stupefacente, credendo di essere in questo modo più felice. Questa dipendenza viene creata fin dalla nostra infanzia, quando in assoluta buona fede, i nostri genitori in occasione del nostro compleanno o del Natale, ci "regalano qualcosa". Il bambino riceve l'oggetto in dono ed è euforico, esattamente come la persona che per la prima volta assume una droga. Non c'è ancora dipendenza e quindi l'eccitazione è al massimo. Nel cervello però cominciano a crearsi delle associazioni, ovvero: Amore dei Genitori = Regalo = Gioia. Il bambino quindi associa la felicità e l'espressione dell'amore dei genitori con il possesso di un bene materiale. Ma la dipendenza si crea quasi immediatamente e già dopo pochi regali, magari il Natale successivo, se il bambino non riceve ancora un regalo, si sentirà triste, frustrato. Esattamente come il tossicodipendente che dopo un certo periodo dovrà assumere lo stupefacente, non più per sentirsi euforico ma per "non essere triste". E' quella che viene definita "crisi di astinenza". Vi sarete accorti che in momenti in cui vi sentite particolarmente tristi o depressi, tenderete a fare più acquisti. Cercate cioè quella gratificazione che altro non è se non il soddisfacimento della dipendenza psicologica in cui siete intrappolati. L'ideale sarebbe che i genitori invece di regalare ai figli beni materiali, regalassero "esperienze". E questo vale anche tra adulti. Anzi, questo è proprio il primo passo per liberarsi dal materialismo. Iniziamo a regalare a noi stessi e agli altri "esperienze" e non beni da possedere. Ci si può liberare dal materialismo ? Sì, si può. Proprio recentemente si è scoperto che le sinapsi cerebrali che creano le dipendenze, si modificano in continuazione fino alla nostra morte. Nel momento in cui cessiamo di alimentare la nostra dipendenza, quello specifico circuito sinaptico del nostro cervello che si è creato nella nostra infanzia, rallenta la sua attività fino a scomparire del tutto, cessando di darci quel particolare desiderio che necessità in continuazione di essere soddisfatto. Si esce dal materialismo esattamente come si esce da una tossicodipendenza ovvero diminuendo progressivamente le "dosi" di appagamento. Nel caso del materialismo, occorre ridurre progressivamente gli acquisti di cose inutili che ingannando noi stessi a causa della dipendenza, riteniamo invece assolutamente necessarie. Ricordiamo sempre che noi e i nostri figli abbiamo bisogno di "esperienze" non di oggetti. Gli oggetti che vi circondano vi danno un sacco di problemi, gli oggetti "si rompono", necessitano di continua manutenzione, di aggiornamenti, assorbono il vostro tempo, la vostra vita. Non siete ancora convinti ? Vi siete mai chiesti perché il più alto tasso di suicidi si trova nei paesi più ricchi e non in quelli poveri ? Nei paesi poveri non si suicida nessuno. Chiedetevi il perché e rispondetevi da soli. Dunque, qual'è l'obiettivo finale, l'ascetismo ? Non necessariamente. Non perché l'ascetismo sia sbagliato, ma perché l'ascetismo è un traguardo riservato a poche persone. Le testimonianze di molti occidentali, che sono andati in india alla ricerca del "Nirvana" ovvero della felicità assoluta ottenuta attraverso la rimozione di tutti i desideri, ci portano a concludere che sia una esperienza difficile, per pochi iniziati, e forse riservata a coloro che fin da bambini si sono esercitati in questo senso. Tuttavia tutti concordano sul fatto che tanto più ci si distacca dal desiderio di beni materiali, tanto più cresce la nostra percezione di felicità. Si può anche convivere felicemente con i beni materiali, purché ci si liberi della dipendenza da essi. Sforziamoci di "usare" le cose senza possederle. Sperimentiamo la condivisione. Sperimentiamo il caro vecchio baratto. Non saranno gli oggetti che avete comprato che ricorderete al termine della vostra esistenza, ma le esperienze che avrete compiuto durante questo viaggio misterioso e affascinante che si chiama vita. Uscite dalla prigione del materialismo e cominciate a vivere. Questo è l'unico vero "regalo" che dovete fare a voi stessi.