26 February, 2011

Jessica Dang: Il Minimalismo è la Chiave per la Felicità

" Mi chiamo Jessica e sono una Minimalista. Al termine dei miei studi ho cercato un lavoro e con lo stipendio ho iniziato come tutti a comprare quelle cose che per i media o per le persone intorno a te dovrebbero renderti felice. Ma non ero felice, non lo ero affatto. Così un giorno mi sono svegliata. Mi sono guardata intorno e mi sono resa conto  che tutta quella gente che continua ad accumulare "roba": Case, automobili, televisori ... non era per nulla felice. Dunque non era quella la strada per la felicità. Al contrario, viaggiando, ho incontrato gente senza nulla che era profondamente felice. Alla fine, grazie anche al buddismo,  ho capito che la chiave di tutto è il minimalismo e ho preso una decisione drastica: Tutta la mia vita, tutto quello che volevo possedere, doveva essere tanto poco da poter entrare interamente nel baule di un auto. Ho trovato estremamente difficile lasciare andare alcune delle cose che possedevo. Sapevo che non avrei potuto prendere tutto con me, ma continuavo a chiedermi - Come potrei buttare via questo o quello ? E se ne avessi bisogno un giorno ? E i miei ricordi ? Che ne sarà dei miei ricordi ? - Ora che ho lasciato dietro di me tutta quella roba, posso dire che non mi manca nulla. Ho imparato che nel corso del tempo la gente dimentica, e il bisogno di un particolare oggetto diminuisce sempre di più. Si potrebbe pensare con nostalgia ai giocattoli e ai ricordi di quando eri bambino, ma in realtà quello che ti fa sorridere adesso non è la cosa in sé, ma la memoria di esso. Non abbiamo bisogno di cose per essere felici, è sufficiente un piccolo cambiamento di vita, è sufficiente muoversi per il mondo per capire quanto sia vero. Il minimalismo ti rende in grado di muoverti, di andare ovunque in qualsiasi momento perché non hai nulla da trasportare. Gli oggetti che possiedi diventano un peso, diventano catene che ti legano ad un luogo dove resti prigionieroNaturalmente, ci sono delle eccezioni. Ci sono alcune cose che sono insostituibili e necessarie o che amiamo per una particolare ragione, ma sono molto poche, tutto il resto è inutile. Dunque, minimalismo. Ma perché il minimalismo porta alla felicità? Perché quello che davvero ci rende felici è la libertà . E la chiave per la libertà è il minimalismo perché riduce il nostro attaccamento alle cose. Gli oggetti di cui ci circondiamo ostacolano la nostra libertà. Il minimalismo ci permette di fare progetti, di muoverci, di viaggiare, di imparare, di meditare, di vivere liberi dai crediti, di espanderci, di godere di una salute migliore. In sostanza di vivere una vita al massimo del suo potenziale. Ho lasciato il mio nido per volare in alto. Non avrei potuto farlo con il peso delle cose addosso. Per questo ho scelto il minimalismo e lo vivo ogni giorno con grande soddisfazione. "

Jessica Dang si definisce una "Vagabonda Digitale". Il suo blog che affronta le tematiche del Minimalismo è stato citato da The Times, The Herald e in Italia da Repubblica. Qui potete seguirlo (in lingua inglese): http://minimalstudent.com/

Liberarsi dai Beni Materiali

Liberarsi dalla schiavitù dei beni materiali è uno step essenziale per chiunque decida di cambiare vita e diventare Fulltimer. In fondo tutti lo sappiamo anche se facciamo fatica ad ammetterlo: I beni materiali non ci rendono più felici. Pensate all'ultimo vestito che avete acquistato, all'automobile, al telefonino, all'orologio e cercate di ricordare quanto tempo è durata la felicità che avete provato. Una settimana ? Un mese ? Forse due mesi al massimo. Poi tutto è tornato come prima. Se anche vi compraste una Ferrari o l'anello  più costoso nella gioielleria sotto casa, l'eccitazione passerebbe dopo qualche settimana. E' così, e in fondo tutti lo sanno. Quante persone hanno la casa al mare e non ci vanno più perché si sono stufati ... Quanti si sono fatti la villa con piscina, e poi i figli preferiscono andare nella piscina comunale dove incontrano più amici ... E' così. Tutti lo sanno. Ma perché allora è difficile uscire dal materialismo ? La risposta è abbastanza semplice. Il materialismo è una vera dipendenza psicologica, molto simile a quella che si prova con una droga. Le persone acquistano gli oggetti "per sentirsi meglio" allo stesso modo in cui un tossicodipendente si inietta la sua dose di stupefacente, credendo di essere in questo modo più felice. Questa dipendenza viene creata fin dalla nostra infanzia, quando in assoluta buona fede, i nostri genitori in occasione del nostro compleanno o del Natale, ci "regalano qualcosa". Il bambino riceve l'oggetto in dono ed è euforico, esattamente come la persona che per la prima volta assume una droga. Non c'è ancora dipendenza e quindi l'eccitazione è al massimo. Nel cervello però cominciano a crearsi delle associazioni, ovvero: Amore dei Genitori = Regalo = Gioia. Il bambino quindi associa la felicità e l'espressione dell'amore dei genitori con il possesso di un bene materiale. Ma la dipendenza si crea quasi immediatamente e già dopo pochi regali, magari il Natale successivo, se il bambino non riceve ancora un regalo, si sentirà triste, frustrato. Esattamente come il tossicodipendente che dopo un certo periodo dovrà assumere lo stupefacente, non più per sentirsi euforico ma per "non essere triste". E' quella che viene definita "crisi di astinenza". Vi sarete accorti che in momenti in cui vi sentite particolarmente tristi o depressi, tenderete a fare più acquisti. Cercate cioè quella gratificazione che altro non è se non il soddisfacimento della dipendenza psicologica in cui siete intrappolati. L'ideale sarebbe che i genitori invece di regalare ai figli beni materiali, regalassero "esperienze". E questo vale anche tra adulti. Anzi, questo è proprio il primo passo per liberarsi dal materialismo. Iniziamo a regalare a noi stessi e agli altri "esperienze" e non beni da possedere. Ci si può liberare dal materialismo ? Sì, si può. Proprio recentemente si è scoperto che le sinapsi cerebrali che creano le dipendenze, si modificano in continuazione fino alla nostra morte. Nel momento in cui cessiamo di alimentare la nostra dipendenza, quello specifico circuito sinaptico del nostro cervello che si è creato nella nostra infanzia, rallenta la sua attività fino a scomparire del tutto, cessando di darci quel particolare desiderio che necessità in continuazione di essere soddisfatto. Si esce dal materialismo esattamente come si esce da una tossicodipendenza ovvero diminuendo progressivamente le "dosi" di appagamento. Nel caso del materialismo, occorre ridurre progressivamente gli acquisti di cose inutili che ingannando noi stessi a causa della dipendenza, riteniamo invece assolutamente necessarie. Ricordiamo sempre che noi e i nostri figli abbiamo bisogno di "esperienze" non di oggetti. Gli oggetti che vi circondano vi danno un sacco di problemi, gli oggetti "si rompono", necessitano di continua manutenzione, di aggiornamenti, assorbono il vostro tempo, la vostra vita. Non siete ancora convinti ? Vi siete mai chiesti perché il più alto tasso di suicidi si trova nei paesi più ricchi e non in quelli poveri ? Nei paesi poveri non si suicida nessuno. Chiedetevi il perché e rispondetevi da soli. Dunque, qual'è l'obiettivo finale, l'ascetismo ? Non necessariamente. Non perché l'ascetismo sia sbagliato, ma perché l'ascetismo è un traguardo riservato a poche persone. Le testimonianze di molti occidentali, che sono andati in india alla ricerca del "Nirvana" ovvero della felicità assoluta ottenuta attraverso la rimozione di tutti i desideri, ci portano a concludere che sia una esperienza difficile, per pochi iniziati, e forse riservata a coloro che fin da bambini si sono esercitati in questo senso. Tuttavia tutti concordano sul fatto che tanto più ci si distacca dal desiderio di beni materiali, tanto più cresce la nostra percezione di felicità. Si può anche convivere felicemente con i beni materiali, purché ci si liberi della dipendenza da essi. Sforziamoci di "usare" le cose senza possederle. Sperimentiamo la condivisione. Sperimentiamo il caro vecchio baratto. Non saranno gli oggetti che avete comprato che ricorderete al termine della vostra esistenza, ma le esperienze che avrete compiuto durante questo viaggio misterioso e affascinante che si chiama vita. Uscite dalla prigione del materialismo e cominciate a vivere. Questo è l'unico vero "regalo" che dovete fare a voi stessi.

25 February, 2011

Eliseo & Sara: Fulltimers dal 2010

Eliseo Oberti, classe '62, fin dagli anni dell' adolescenza percorre in autostop e in motocicletta quasi tutta l’Europa fino in Egitto. Viaggia tra il Mar Rosso e i Caraibi, tra l’Oceano Indiano delle Maldive e delle Seychelles e il Pacifico delle lontane Isole Figi, dalla Barriera Corallina Australiana fino alla Polinesia Francese. Le sue personali scelte di vita lo portano presto a innamorarsi del viaggio prolungato, una dimensione dalla quale realizza di non poter più tornare indietro. Dopo una permanenza di sei mesi in Inghilterra nel 1993 riprende il cammino nel 1999 con un viaggio di sei mesi che tocca la Nuova Zelanda, le Isole Figi e l’Australia e da quell’esperienza nasce il suo primo libro Il passaggio giusto al momento giusto (2001). Dopo aver sperimentato molteplici professioni senza legarsi a nessuna di esse (impiegato di banca, agente di commercio, responsabile delle risorse umane e molte altre ancora), nel 2002 vende tutto ciò che possiede e parte per il viaggio di due anni narrato nel libro VagaMondo (2008), che lo porta dall’Alaska alla Terra del Fuoco per arrivare fino al sud-est asiatico. Nel 2007 salpa da Panama con un catamarano per arrivare alle Isole Galapagos e alle Marchesi, fino a raggiungere Tahiti con un viaggio in mezzo al Pacifico che dura quattro mesi. In seguito pubblica Parole e Musica (2008), con i testi di canzoni da lui scritte e Il viaggio continua (2009) e L’anno della Tigre (2010) in cui associa poesie e riflessioni ai suoi dipinti. La decisione di diventare fulltimer arriva nel Dicembre 2010. Questa volta "salpa" con Sara, la  sua compagna nicaraguense ed il suo camper per un viaggio senza scadenza che li porterà a vivere in molti paesi europei e non solo e dal quale è scaturito il progetto-libro Gentleman Gipsy – Nomade e Gentiluomo. Eliseo e Sara si trovano in questo momento in Marocco. Potete seguire la loro avventura su:


 

21 February, 2011

Lo Status di "Senza Fissa Dimora". Un Diritto del Cittadino Fulltimer.

La normativa anagrafica italiana si basa sul principio fondamentale della dimora abituale, ma questo principio non può, ovviamente, trovare applicazione per chi una dimora fissa non ce l'ha come è il caso di molti fulltimers che vendono o lasciano definitivamente la propria casa per andare a vivere in camper e non hanno familiari o amici dove iscrivere il proprio indirizzo o per diverse ragioni non lo gradiscono; per questo motivo il legislatore, in merito all'iscrizione anagrafica delle persone senza fissa dimora, è ricorso al principio del domicilio. In pratica questa particolare categoria di persone sceglie il comune dove essere iscritta all'anagrafe e il comune provvederà all'iscrizione in una via inesistente, appositamente inventata. Sembrerebbe tutto molto semplice, ma purtroppo si è evidenziata una situazione particolarmente difficile, caratterizzata, in molti casi, dalla negazione del diritto dei senza fissa dimora all'iscrizione anagrafica. La conferma di questo dato preoccupante è venuta dall'assessore alla famiglia e ai servizi sociali del comune di Torino, Stefano Lepri, che ha recentemente affermato che il riconoscimento della residenza fittizia per le persone senza fissa dimora, rappresenta un principio di civiltà, spesso negato da comportamenti delle amministrazioni comunali che denotano scarsa conoscenza delle norme vigenti. Come ha precisato la Cassazione, Sezioni Unite Civili, n. 449, del 19.6.2000, l'iscrizione anagrafica non è un provvedimento concessorio, ma è un diritto per il cittadino e un obbligo per l'ufficiale d'anagrafe. Tuttavia, mentre i normali requisiti per l'iscrizione anagrafica sono di carattere soggettivo, ma soprattutto oggettivo, in quanto la residenza è nel luogo di dimora abituale e nello stesso luogo è obbligatoria l'iscrizione anagrafica, per le persone senza fissa dimora, vale il solo criterio soggettivo che, come detto, si concretizza in una scelta discrezionale dell'interessato. Il Tribunale di Milano, nella sentenza n. 10257 del 2.6.2003, relativa proprio ad un caso di residenza negata a persona senza fissa dimora, afferma testualmente: Il Comune, quale ufficiale del Governo, è tenuto esclusivamente a dare applicazione alle norme regolanti la materia, sicchè in capo al cittadino richiedente, qualora ricorrano tutti i presupposti, si configura un vero e proprio diritto soggettivo all'iscrizione. Esiste purtroppo una situazione di diffusa illegittimità nei comportamenti di molte Amministrazioni comunali, con colpe equamente divise fra servizi sociali e anagrafi. Non si pone la questione delle diverse modalità di iscrizione anagrafica, peraltro non disciplinate dalla normativa vigente, ma si deve denunciare il malcostume di molte amministrazioni, soprattutto di grandi città, che pongono dei limiti e degli ostacoli alle iscrizioni anagrafiche dei cittadini senza fissa dimora. Si tratta di comportamenti privi di legittimità giuridica. Gli ufficiali d'anagrafe, si difendono denunciando il tentativo diffuso da parte di persone che hanno problemi con creditori o altro, di far credere di non avere alcuna dimora abituale per poter ottenere l'iscrizione anagrafica in una via inesistente e quindi essere difficilmente rintracciabili. L'aspetto patologico del problema non può tuttavia condizionare l'operato del pubblico ufficiale di fronte a cittadini che sono titolari di diritti effettivi e giuridicamente tutelati.
(Vi invitiamo a postare qui sotto nella sezione commenti, la vostra esperienza in merito.)

20 February, 2011

Camper Low Cost #4

L'azienda tedesca VANESSA commercializza un letto portatile e pieghevole già preadattato a diversi tipi di vetture van. E' disponibile anche un Kit cucina che si posiziona nel baule sotto al letto per trasformare il vostro van in un mini-camper completo. I prodotti si possono acquistare online.
Qui l'indirizzo del sito web:

David & Janine: I Nomadi dai Capelli Grigi

David e Janice, britannici di Norfolk, si autodefiniscono i "Nomadi dai Capelli Grigi". Diventano Fulltimer nel settembre del 2004. Da allora girano negli angoli più remoti del mondo con il loro camper: 18 mesi in Europa, 17 mesi in Nord-America e poi Borneo, Nuova Zelanda e di Nuovo Malesia. Nel 2009 tornano in Gran Bretagna per un intervento chirurgico e poi ripartono per l'Europa dell'Est. Slovenia, Croazia, Ungheria, Slovacchia.



13 February, 2011

Glenn: Fulltimer dal 2009

Glenn è un musicista arrangiatore di Los Angeles che dal 4 agosto del 2009 vive nel suo Van insieme al suo gatto Emily. "Ho voluto semplificare radicalmente la mia vita" dice. "Non volevo più che la ricerca della verità fosse ostacolata dal possesso dei beni materiali, volevo ritrovare la libertà e la possibilità di fare ciò che realmente mi rende felice".
Il Blog di Glenn (In inglese) è a questo indirizzo:




12 February, 2011

Carla Perrotti, la Signora dei deserti.

Nata a Milano, documentarista, ha una lunghissima esperienza di viaggi e spedizioni nei luoghi più selvaggi ed inesplorati della terra, dall'Amazzonia al Borneo, dalla Papua Nuova Guinea a numerose zone dell'Africa. E' la prima donna ad aver attraversato da sola con i Tuareg in Sahara il deserto del Ténéré in Niger a seguito di una carovana del sale, nell'ottobre del 1991. Nel mese di Ottobre del 1994 ha portato a termine la traversata in solitario a piedi del Salar de Uyuni in Bolivia il più vasto bacino salato della terra, a 3.700 metri di altezza (foto seguente). Nel mese di Aprile del '96, dopo aver trascorso quattro giorni in una piccola comunità Boscimana ha attraversato per 350 Km. una parte del deserto del Kalahari in Botswana. Con un zaino di 18 Kg. ha viaggiato per 15 giorni in completa autonomia di acqua e cibo, nutrendosi solo con quanto offriva il deserto e trovando l'acqua lungo il percorso. Tra Ottobre e Novembre del 1998 porta a termine con successo la traversata in solitario ed in autosufficienza del deserto del Taklimakan in Cina percorrendolo da sud a nord per 550 chilometri in 24 giorni. Per la prima volta un essere umano attraversa a piedi ed in solitario questo deserto, il secondo al mondo dopo il Sahara come superficie inabitabile. Nella parte centrale, assolutamente arida, la squadra di appoggio aveva predisposto in precedenza tre rifornimenti d'acqua che l'esploratrice ha individuato grazie ad un GPS. Tra settembre e ottobre del 2003 realizza il suo grande sogno: chiudere il ciclo "Un Deserto per Continente". Da sola, con uno zaino di 25 chili sulle spalle, in venti giorni attraversa a piedi il Simpson Desert, nel cuore del continente australiano ai confini tra i Northern e i Southern Territory. E' la prima donna al mondo a portare a termine questa impresa. Le prime tre imprese sono raccontate nel suo libro "DESERTI".  A giugno del 2006 è uscito il secondo libro "SILENZI DI SABBIA" con i racconti delle imprese del Taklimakan e del Simpson Desert. Nell' aprile del 2008 Carla attraversa a piedi in solitaria il deserto dell'Akakus Tadrarf in Libia. Per la prima volta è stato concesso ad una donna di percorrere da sola il deserto libico. A chi le ha chiesto a proposito della solitudine Carla ha risposto: "Può sembrare strano, ma ti senti più sola in una città che in mezzo al deserto". Qui trovate il suo sito web:


11 February, 2011

Camper Low Cost #3

Trasformare il piccolissimo Fiat Qubo in un camper ?  Si può, Fabio e Francesca vi spiegano come!
http://qubocamper.blogspot.com/
E sotto ... il video !



Mai Dimenticarsi ...

... anche quando il terreno sembra pianeggiante, e avete già lasciato la marcia inserita e tirato il freno a mano, di mettere una pietra od un cuneo davanti e dietro una ruota del vostro camper, per non finire come questa coppia ... magari mentre dormite !

Riccardo: Fulltimer ... & Canarie.

Riccardo, 31 anni, abruzzese, è fulltimer dal 2009. Alle spalle una vita nel campo immobiliare. Dall'età di 25 anni si occupava di ristrutturazioni e compravendita. Era riuscito a costruirsi una casetta in montagna, a sistemare la madre non più giovane e ad avere qualche immobile affittato che gli garantiva un modesto reddito a fronte di circa 4 ore di impegno quotidiano e qualche notte insonne a causa di ansia e stress. Poi il sisma. Il terremoto del 6 aprile 2009 gli distrugge tutto, tranne una casa. Riccardo si trova a quel punto di fronte a due possibilità: Vivere in quella casa e ripartire da zero con la vita precedente, oppure darci un taglio netto: Dare la casa in affitto, prendere 600/700 Euro al mese e diventare Fulltimer. Ovviamente avrete capito che Riccardo ha scelto la seconda soluzione, ma lo ha fatto in un modo singolare e diverso dal solito. Invece di vivere tutto l'anno nel suo Camper come gli altri Fulltimers, Riccardo passa 6 mesi (quelli estivi) in Camper, e i 6 mesi freddi, in appartamento alle Canarie. L'idea delle Canarie gli è venuta cercando informazioni sul web. Cercava un luogo che combinasse un buon tenore di vita ed un costo relativamente basso, e lo ha trovato in Gran Canaria, l'isola principale delle Canarie, ideale secondo lui in quanto si trova all'interno della Comunità Europea, è possibile raggiungerla con 4 ore di aereo da Pisa, al costo di 30 euro a tratta, grazie alle compagnie low cost, la moneta corrente è l'Euro, la lingua (spagnolo) è facilmente comprensibile ed abbastanza semplice da imparare, durante l'inverno, le temperature medie si attestano sui 20°, dunque non esistono spese di riscaldamento, Il livello di vita è elevato, il costo degli affitti molto più basso rispetto all'Italia (un monolocale ha lo stesso prezzo d'affitto di un garage a Roma), Il costo della benzina e del gasolio è del 40% in meno rispetto all'Italia e l'ambiente naturale è splendido, non per niente Gran Canaria è stata nominata Riserva Mondiale della Biosfera. Durante i mesi invernali, Riccardo parcheggia dunque il suo Camper da un amico, interrompe l'assicurazione e vola a Gran Canaria dove passa il tempo a scrivere libri, pronto a ritornare nel suo fedele amico a quattro ruote nel mese di maggio. Qui trovate il suo Blog:



06 February, 2011

Rodolphe, Corinne, Antoine e Morgane

Il 17 Luglio 2009, Rodolphe, ingegnere francese di Télécom, esattamente come Erwin Münch, imbarca il suo camper a Le Havre su un cargo Grimaldi con destinazione Buenos Aires. Percorrerà insieme alla moglie Corinne e ai figli Antoine e Morgane 42.000 chilometri attraversando 15 Nazioni. Rientreranno in Francia il 14 Luglio 2010.

... Che grande avventura! Tutto è successo così in fretta, mi sento come se avessi vissuto un sogno meraviglioso da sveglio ... Il nostro camper ha resistito bene. Rifatta la frizione e cambiato un ammortizzatore anteriore in Argentina, 2 pneumatici sostituiti in Cile, 2 pneumatici in Thailandia e un cuscinetto sostituito in Turchia. Tutto qui. Nessun incidente, nessuna rottura importante. Solo quindici notti passate in campeggio nell'inverno argentino per collegare il nostro riscaldamento alla 220V e risparmiare un pò di gas. Un piccolo incidente di salute con i due bambini che hanno preso la salmonella mangiando frittelle in Laos, ma sarebbe potuto succedere anche in Europa ...
Il paese che ci ha più colpito ? La Bolivia, con le sue lagune, i suoi immensi deserti ... Abbiamo apprezzato molto anche il popolo dell'Iran che ci ha accolto a braccia aperte senza conoscerci e dandoci una vera lezione di vita. E poi Indiani, Laotiani, Cambogiani, gente così povera e così accattivante. Sempre sorridente. E gli Argentini, sempre pronti ad aiutare, senza chiedere nulla in cambio. La Thailandia, ricca di isole e paesaggi mozzafiato. Bali, questa piccola isola adorabile con le sue risaie a terrazze, le danze tradizionali, le spiagge da surf ... I bambini hanno amato balene, foche, leoni marini e foche elefante in Argentina, pinguini e cavalli selvaggi in Cile, lama in Bolivia, scimmie e varani in Malesia, elefanti in Thailandia, cammelli in India. Antoine e Morgane hanno anche scoperto che l'incontro con gli altri è possibile nonostante la barriera linguistica.
Quello che abbiamo imparato dai questa straordinaria avventura è che nonostante la povertà e la miseria, tutte le persone incontrate ci hanno dato una grande lezione di vita. Abbiamo incontrato persone sorridenti, aperte agli altri, sempre disposte a condividere e scambiare. Non sono forse loro ad aver trovato la chiave per la felicità ? Nella nostra civiltà occidentale e nella nostra corsa come topi in un mondo dove regna il consumo, ci mancano le cose semplici, non ci guardiamo più l'un l'altro, diventiamo incapaci di felicità reale, limitandoci semplicemetne a sognarla. Il piccolo bambino boliviano ci sembrava felice con il suo gregge di pecore lungo il fiume, le ragazze indiane nei loro sari colorati camminavano felicemente con la madre con una brocca in testa per andare a pompare l'acqua, i giovani indiani mostravano con orgoglio i loro cavalli con cui trasportavano le merci al villaggio, i bambini giocavano felici per la strada senza TV, Wii e Nintendo. Ora che siamo tornati in Europa abbiamo esitato a prendere la televisione, abbiamo bisogno di prenderci una pausa. Il mondo non è solo guerre, inondazioni, omicidi, attentati ... Il mondo non è quello che ti mostra la televisione. Il mondo è bello, le persone sono meravigliose e interessanti. Niente è come i media cercano di farci credere. Perché non ci danno le buone notizie ? I media dicono che alla gente interessano le catastrofi. Non è vero. Siamo tornati più forti da questo viaggio, non vediamo più il nostro prossimo come un estraneo, ma come un potenziale amico. Non giudichiamo le persone come prima, possiamo arricchirci con le nostre differenze, ci apriamo agli altri. Quale Europeo avrebbe anticipato 1.000 dollari per una famiglia straniera nei guai ? Quale Europeo ci sarebbe venuto incontro offrendoci un bagno e una stanza con aria condizionata ...? Chi di noi andrebbe spontaneamente incontro a degli stranieri per assicurarsi che stiano bene e non abbiano bisogno di niente?  Noi siamo ormai concentrati solo sulla nostra comodità. Eppure regalarsi un sorriso è gratis ... e ci si sente così bene ! Tornati nella nostra casa, ci siamo chiesti: che cosa abbiamo fatto per questa povera gente ? Solo quaderni, penne, pane, biscotti, vestiti, un paio di dollari, una goccia d'acqua in cambio di tanta gentilezza. Ho intenzione di scrivere libri per bambini dove condividere le nostre esperienze e incontri, devolvendo il ricavato ad un asilo nido aperto da una coppia francese in Cambogia, nella città Sianouk.  Antoine e Morgane hanno ritrovato i loro giocattoli, giochi, libri ... e nuovi amici, ma niente TV, niente videogiochi per ora. Il tempo ci dirà se questo viaggio ha regalato loro una grande anima. Questa estate, Antoine mi ha chiesto: Perché qui la gente non risponde quando la saluto ?? ....

Erwin Münch: 1000 Giorni intorno al Mondo

E' il 29 agosto 2002 quando Erwin si imbarca con la propria famiglia ed il proprio Camper al porto di Le Havre su una nave cargo della compagnia italiana Grimaldi. Destinazione: Buenos Aires, Argentina. Sarà la prima tappa di una esperienza di vita lunga 1000 giorni intorno al mondo.

Il suo sito "Family Dreamtime" è ricco di informazioni (in francese) per chi volesse ripercorrere la stessa avventura.



http://www.family-dreamtime.net/main_page.php

Erwin ha anche pubblicato un libro:

"En Famille, Le Temps d'un Rève"

"Affascinati da sempre dalla bellezza e dalla diversità del nostro pianeta, io e mia moglie abbiamo deciso di fare conoscere ai nostri due figli il piacere della libertà, l'emozione della scoperta, la ricchezza degli incontri. Li abbiamo voluti sensibilizzare all'ascolto, allo scambio, alla condivisione, in particolare con gli altri bambini. La scoperta dei popoli, delle loro tradizioni e del loro ambiente costituisce in effetti la trama di questa avventura. Ovunque ci è stato possibile ci siamo sforzati di partecipare, nel rispetto dei costumi locali, alle cerimonie private, a manifestazioni religiose e tradizionali, a commemorazioni storiche. Ci siamo sforzati di sviluppare nei nostri figli il senso dell'osservazione, facendo scoprire loro lo splendore naturale della terra, i suoi deserti, gli oceani, le montagne, le foreste, i vulcani, la flora e la fauna".

Luc & Corinne

Chi non ha sognato di vivere in un camper sulle bianche spiagge della Malesia, nell'entroterra australiano o ai piedi delle Montagne Rocciose canadesi ?  Luc con la moglie Corinne e i loro due figli, Thibault (7 anni) e Marion (6 anni), un giorno decidono di mollare tutto e andare in giro per il mondo con la loro casa su ruote. Un'avventura che durerà quattro anni alla scoperta di 36 nazioni. Dall'America al Medio Oriente, passando per l'Australia e L'Asia. Di sorpresa in sorpresa, i bambini cresceranno studiando con la scuola per corrispondenza, scoprendo paesaggi, animali, lingue, popoli, ma sopratutto sé stessi. Da questa straordinaria avventura nascerà anche un libro "Le Tour Du Monde en Camping Car", in lingua francese.

05 February, 2011

Riccardo Caserini

Riccardo era un impiegato, un ragazzo come tanti che ha lavoricchiato durante gli studi per pagarsi i viaggi con gli amici nelle vacanze estive. Si è laureato, ha iniziato a lavorare, ma poi non si è accontentato. Dopo la laurea è stato assunto da una grande azienda italiana. Si era sistemato, ma dopo un po’ di tempo i sogni hanno cominciato a pungolarlo. Così ha comprato un biglietto aereo per la California ed è partito. Ha lasciato il lavoro sicuro e se ne è andato. Non è stato facilissimo, ma nemmeno poi così difficile. Era un giorno di giugno del 1999. Ha vissuto per un po’ a San Diego, poi si è trasferito a Londra, con l’idea di rimanerci un paio di settimane. L’idea era quella di passare un po’ di tempo in questa città della quale aveva tanto sentito parlare, ma dove non era mai stato. Per pagarsi il breve soggiorno ha cercato un lavoretto. Ha girato per pub e negozi, fino a che ha trovato un lavoro come commesso in un grande negozio di abbigliamento. Londra lo ha stregato e si è fermato per circa un anno. Dopo un anno è rientrato in Italia, ha trovato lavoro in un’azienda e dopo un po’, spinto dall’irrequietezza, ha cercato un altro posto ed è stato assunto da una società di consulenza. Viveva a Milano, era single e ben pagato. Ma non era ancora soddisfatto. Due anni dopo è ripartito, questa volta per l’Australia e la Nuova Zelanda. Voleva realizzare un desiderio: fare surf nei posti più belli e lontani e passare a trovare amici che aveva conosciuto a Londra e che nel frattempo erano tornati a casa. Ha viaggiato così per alcuni mesi, da solo, in Australia, Nuova Zelanda, Messico, California e Hawaii. Ha viaggiato per altri mesi, sempre solo con il suo zaino e per ostelli, quando, negli ultimi giorni del suo viaggio, ha conosciuto la donna che poi ha sposato. Ora è rientrato in Italia, si è sposato e ha una bimba. Sistemato? Neanche a parlarne! Riccardo è pronto  per un’altra tappa del suo viaggio. Ha pubblicato MOLLO TUTTO E PARTO, una lettura interessante per tutti i fulltimers.

Vivere in un Ape Car ?

Al momento Bufalino è solo un progetto di Cornelius Comanns che ha trasformato e reso abitabile un Piaggio Ape Car. L'unico difetto è la mancanza del bagno, che renderebbe questo mezzo adatto solo a quei Fulltimers che si appoggiano ad un campeggio.
In verità gli italiani Paolo Brovelli e Giorgio Martino avevano anticipato Comanns nel 1998 quando hanno realizzato l'Eurasia Expedition, viaggiando da Lisbona a Pechino a bordo di un Ape Car trasformato in camper. (Vedi Video)

Roulotte Su Terreno Agricolo

Molti chiedono se sia possibile acquistare per pochi soldi un terreno non edificabile, (agricolo, bosco etc...) dove metterci una roulotte e vivere. Puntualizziamo alcune cose: In materia di case su ruote non esiste una normativa di riferimento. Bisognerebbe informarmarsi sempre nel comune di appartenenza dove esiste il terreno, e sapere che cosa ne pensa la commissione edilizia ed eventuale ufficio tecnico.
In Spagna ed in Francia trovate migliaia di situazioni di questo tipo, case mobili e roulotte in terreni privati recintati, ma in Italia sembra che la cosa non sia vista di buon occhio. In teoria comunque se la roulotte soddisfa questi requisiti, nessuno potrebbe ... (In Italia meglio usare il condizionale) obbligarvi a toglierla:

a)  La Roulotte non deve essere ancorata a terra.
b)  La Roulotte deve continuare ad essere immatricolata ed assicurata.
c)  Non ci devono essere allacciamenti fissi ad acqua elettricità o gas.
d)  Non potete portare ovviamente la residenza.

I punti a e b non richiedono approfondimenti, per quanto riguarda il punto c potete risolvere il problema dell'elletricità con pannelli fotovoltaici e generatori eolici portatili che si trovano ormai a prezzi contenuti, per il gas usate la bombola e per l'acqua ci sono due soluzioni, una cisterna (appoggiata) da far riempire di tanto in tanto, o meglio ancora, si scava un piccolo pozzo per raggiungere la falda. Per il punto d ovviamente potete lasciare la residenza da un familiare o da un amico.

Per quanto riguarda le case mobili, ovvero case su ruote, che devo dire sono fantastiche (andate a vederne qualcuna, resterete sbalorditi !) il problema è rappresentato dal trasporto che richiede motrici speciali. Per cui se per qualche motivo dovete spostarvi, avete il problema di pagare costose ditte in grado di trasportare la vostra casa da un terreno ad un altro (ammesso che troviate facilmente un luogo anche provvisorio dove lasciare la casa ...). Esistono in realtà anche case mobili molto piccole, agganciabili all'auto,  ma a quel punto tanto vale optare per la roulotte, più aerodinamica, facile da trasportare ed accettata ovunque, anche nei campeggi.
Per cui il mio consiglio, anche se le case mobili sono molto attrattive, è quello di focalizzare la vostra scelta su una roulotte. Invito tutti coloro che hanno o hanno avuto esperienza con questo tipo di problemi, a postare qui sotto.

Il Video di Mattia, 23 anni che vive in Roulotte: